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Chiamparino promette: «La valuterò attentamente»

Proposta al sindaco. Intitoliamo i giardini al povero “Giorgino”

TORINO 05/02/2010 - Un monito ai torinesi di oggi e di domani. La testimo­nianza di una stagione dalla quale la nostra storia recente non può prescindere, nel be­ne e nel male. Per questo dobbiamo intitolare i giardi­netti di via Vibò alla memo­ria di Giorgio Munteanu. «Una figura non soltanto em­blematica, ma direi senza re­torica profetica», come scri­ve Alessandro Meluzzi nella lettera pubblicata oggi qui a fianco, e con la quale chiede al sindaco Chiamparino di farsi carico di questa richie­sta. Della volontà che quegli anonimi giardinetti di peri­feria, pochi alberi e troppo cemento, si trasformino nel “memento” del sacrificio di un ragazzino di 15 anni am­mazzato per una sigaretta.

«Valuterò attentamente la ri­chiesta di Meluzzi, non ap­pena tornerò dai funerali di Giorgio» ha promesso ieri se­ra Chiamparino. Ma intanto, l’appello di Meluzzi è già stato idealmente sottoscritto da buona parte del consiglio comunale, a prescindere dal colore politico. «L’intitola­zione a una persona morta da meno di dieci anni - spiega il presidente della Sala Rossa, nonché della commissione toponomastica, Beppe Ca­stronovo - presenta sempre un aggravio di procedura. Ma il caso di Francesco Sa­lerno, il finanziere morto tre anni fa cui è stato dedicato un giardino in borgo San Paolo, dimostra che tutto si può fare, se c’è la volontà. Personalmente sono pronto a portare la richiesta in com­missione non appena arrive­rà sulla mia scrivania».
«Senza spingermi in analisi sociologiche - sottolinea poi Roberto Ravello, capogrup­po di An-Pdl -, mi sembra quasi naturale ricordare una persona vittima di violenza in un momento buio della nostra storia recente. Appog­gio in pieno la richiesta di Meluzzi».
E a dimostrare quanto il plauso della Sala Rossa sia bipartisan, anche Monica Cerutti, capogruppo di Sini­stra e Libertà, si dice fin d’ora disponibile a portare avanti la proposta pubblicata sulle nostre colonne: «Il corretto ricordo di un ragazzo, a pre­scindere dalle sue origini». «Quei giardinetti - puntua­lizza Mimmo Gallo, capo­gruppo di Nuova Sinistra per Torino - dovranno diventare un luogo simbolico, un de­terrente per il nostro futuro». «Perché in via Vibò - conclu­de il capogruppo di Fi-Pdl, Daniele Cantore - si è consu­mato un delitto che rappre­senta anche la dimostrazio­ne di come Torino non deve essere. Un avvertimento per tutti noi, che quella targa con il nome di Giorgino Muntea­nu renderà ancora più for­te ».

[p.var.] [CONTINUA...]


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