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Imbrattati i muri dell’abitazione del presidente della Provincia

Scritte No Tav contro Saitta
«Sei un servo delle lobby»

TORINO 05/02/2010 - «Saitta servo delle lobby, vergogna». Firma­to No Tav. Questo il contenuto delle scritte realizzate nella notte tra mercoledì e giovedì con vernice azzurra sul muretto della villa del presidente della Provincia Antonio Saitta, in via Levanna a Rivoli, e su un altro muro qual­che centinaio di metri più in là. Si tratta di un atto ufficialmente classificato come frutto dell’azione di ignoti e su cui sono in corso le indagine dei poliziotti del commissariato citta­dino. Un atto che, tra l’altro, oltre a colpire sul piano personale Saitta, che di Rivoli è stato anche sindaco, va a macchiare gli edifici del centro storico cittadino, a pochi passi dal ca­stello.
I No Tav, o sedicenti tali, accusano apertamen­te il presidente di interessi personali nella realizzazione della linea ad alta velocità Tori­no- Lione. Un’accusa a cui l’interessato ribatte con fermezza: «Questa accusa mi offende parti­colarmente per la sua volgarità. È legittimo essere contro l’alta velocità, ma non è ammissi­bile accusare le istituzioni che la vogliono di essere colluse con la mafia».
E per tutto ieri numerosi attestati di solidarietà sono arrivati da ogni parte politica. A partire da Roberto Cota, candidato presidente del centro­destra alle prossime elezioni regionali: «Un atto odioso, soprattutto perché colpisce la sfera privata della persona - afferma -. Anche se questi episodi suggeriscono la necessità di procedere spediti e senza ulteriori tentenna­menti sulla realizzazione della Torino-Lione». Solidarietà, per quanto riguarda il centrode­stra, arriva anche dal Ministro delle Infrastrut­ture Altero Matteoli, dal coordinatore regiona­le del Pdl Enzo Ghigo, dalla coordinatrice provinciale del Pdl Barbara Bonino e dalla vicepresidente del consiglio provinciale Nadia Loiaconi.
Anche da parte del Partito democratico non mancano le testimonianze di stima al presi­dente. «Le scritte contro Saitta - dicono i coor­dinatori regionale Gianfranco Morgando e pro­vinciale Gioacchino Cuntrò - vengono a confer­mare che nel movimento No Tav vi è chi non crede nel dialogo e nella democrazia. È oramai evidente che i vertici istituzionali sono siste­maticamente presi di mira, offesi e ridicolizza­ti. Di fronte ai tentativi di pochi estremisti di far crescere la tensione è compito di tutti i democratici impegnarsi con responsabilità af­finché prevalgano tolleranza e buon senso».

Davide Petrizzelli


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